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Gli Archeonauti - Programma maggio 2018

L’Associazione culturale GLI ARCHEONAUTI procede con le interessanti esplorazioni in programma. Nel mese di Aprile abbiamo conosciuto una delle famiglie più potenti della Roma del ‘500 – i Chigi della Rovere – con la visita alla loro dimora barocca di Ariccia: Villa Chigi, nell’ambito del filone “Rinascimento”.

Abbiamo esplorato il simbolo di Roma: l’Anfiteatro Flavio, o più comunemente Colosseo, nell’ambito del filone “Frammenti di Roma”. Abbiamo avuto il privilegio di avere una “guida” molto speciale, un archeologo che ha condotto diversi scavi nell’edificio, in collaborazione con l’allora Soprintendenza statale e coordinato i recenti lavori di restauro del Colosseo, nel settore meridionale, direttamente sui ponteggi, scoprendo nuove ed inedite testimonianze archeologiche. In particolare le tracce della fortezza medioevale dei Frangipane, edificata sui ruderi dell’anfiteatro.

Ecco i prossimi appuntamenti per MAGGIO 2018

Pubblicato il 15/04/2018 alle ore 15:10 da Gabriele

Eventi in calendario

06
maggio
2018

Gli Archeonauti - OSTIA ANTICA, nell’ambito del filone Frammenti di Roma

Ore 09:00

Una città che conserva gran parte delle sue infrastrutture e dei suoi luoghi notevoli, ma che tuttavia minaccia di crollare ogni giorno di più. Sarà una visita alla scoperta della piccola Roma sul mare, e dei luoghi speciali, come il teatro, le Terme, ma anche le latrine e le fulloniche; ma sarà anche la visita della consapevolezza, verso un patrimonio a cielo aperto talmente vasto da richiedere molto impegno da parte di tutti. (Valeria Di Cola)

19
maggio
2018

Gli Archeonauti - AUDITORIUM DI MECENATE E PIAZZA VITTORIO, nell’ambito del nuovo filone Horti

Ore 09:00

L'Esquilino ospitò nell'antichità una serie di importanti giardini residenziali. Primi fra tutti gli  horti di Mecenate, amico e consigliere dell'imperatore Augusto, che trasformò una zona malfamata in una prestigiosa area residenziale.

Della sontuosa residenza di Mecenate, ben nota dalle descrizioni letterarie e decantata in particolare da Orazio, l'unica testimonianza archeologica ancora esistente è costituita dall' Auditorium, un triclinio estivo semisotterraneo decorato con affreschi di giardini nei quali sono inserite piccole sculture e fontanelle, quasi a voler annullare la mancanza di aperture all'esterno. Gli affreschi sono databili in parte all'epoca di Mecenate ed in parte al primo decennio del I secolo d.C., quando i giardini passarono nel demanio imperiale. 

La villa rappresentò allora una sorta di continuazione dell'immensa estensione territoriale occupata dalla Domus Aurea: non è un caso che Nerone assistette allo spettacolo dell'incendio di Roma proprio dall'alto della torre degli horti di Mecenate.

Il ricco apparato decorativo degli horti si rinvenne, durante gli scavi della fine del secolo scorso, ridotto in pezzami utilizzati come materiale da costruzione all'interno di muri tardo-antichi, secondo una consuetudine che risulta frequentemente attestata soprattutto sull'Esquilino. (Sito istituzionale)

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