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Celebrazione del 25 APRILE 2018 Proiezione del Film “Concorrenza Sleale” di Ettore Scola

Nel 1938 due commercianti di stoffe hanno i propri negozi nella stessa strada romana. Fanno lo stesso lavoro, hanno famiglie simili, appartengono alla stessa classe sociale. Dapprima sono divisi da una rivalità professionale che alimentano con furbizia, ma poi diventano amici quando uno dei due, di religione ebraica, è privato delle libertà fondamentali dalle leggi razziali. Una strada di Roma, nel 1938. Il milanese Umberto ha un negozio di sartoria, e proprio a fianco c'è la merceria di Leone, romano, estroverso, simpatico. I due non convivono tranquillamente, anzi si detestano. Umberto vede che quando abbellisce la vetrina o attacca dei cartelli promozionali, subito Leone sfrutta quelle idee a proprio vantaggio. Se i genitori sono in contrasto, i figli invece si frequentano: quelli piccoli vanno a scuola insieme e giocano; i grandi (il figlio di Umberto e la figlia di Leone) si innamorano e vorrebbero fidanzarsi. Un giorno dopo l'ennesima lite, Umberto apostrofa Leone: "Voi ebrei siete tutti uguali". Leone si ritira nel negozio con l'anziano padre. Di lì a poco il Governo promulga le leggi razziali contro gli ebrei. Leone e famiglia devono restituire la radio, licenziare la cameriera ariana e il piccolo è costretto a lasciare la scuola. Quando Leone si ammala, Umberto va a casa a trovarlo, e tra i due nasce una istintiva complicità. Ma ormai il meccanismo si è messo in moto. Poco dopo essere tornato in negozio, Leone è costretto a chiudere. Una mattina carica mobili e masserizie, fa salire la famiglia poi si siede accanto a loro. Il camion si allontana. Umberto lo saluta con sguardo preoccupato.

I due bambini sono da un lato vittime del fiume della storia che si disinteressa completamente delle loro vite, ma dall’altro dimostrano una netta superiorità rispetto alla logica idiota degli adulti, confermando e continuando a vivere come possono la loro grande amicizia.

La leggerezza del trattamento, anziché indebolire la narrazione, ci mette drammaticamente di fronte al fatto che le persone coinvolte nel dramma delle leggi razziali, a partire dalle vittime designate, fecero fatica a comprenderne la portata e calcolarne le conseguenze. Parve a tutti che fosse una cosa forse passeggera, forse risolvibile, ma certamente priva di conseguenze gravi e irreparabili.

Credo che oggi siamo esattamente nella stessa situazione per quanto riguarda l’immigrazione, le nuove povertà, la massiccia espulsione di gruppi sociali dai diritti e dalla convivenza democratica.

Ora come allora, a tante persone benpensanti il fenomeno non sembra grave!!

Pubblicato il 15/03/2018 alle ore 12:42 da Gabriele

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