L’iperprotezione genitoriale ed i rischi associati
La relazione con i genitori rappresenta uno dei fattori che influenzano maggiormente lo sviluppo fisico ed emotivo del bambino, configurandosi come fattore di protezione o di rischio per il loro benessere. Ogni genitore sviluppa un proprio stile educativo, inevitabilmente plasmato dalla propria storia personale. Nel tentativo di proteggere i propri figli, tuttavia, i genitori possono adottare uno stile educativo iperprotettivo, caratterizzato da protezione e controllo eccessivi, intrusione e restrizione dell’autonomia. Nella quotidianità tale stile si manifesta, ad esempio, sostituendosi ai figli nelle attività che potrebbero svolgere autonomamente, limitando le esperienze o la socializzazione a causa di una percezione irrazionale del pericolo e tramite un controllo eccessivo.
Tutto ciò, a lungo termine, può portare i bambini a una svalutazione dell’immagine di sé e a sviluppare la credenza di non potercela fare da soli. Le conseguenze si osservano soprattutto in adolescenza, fase in cui il compito evolutivo principale è la costruzione di un’identità autonoma: gli adolescenti cresciuti in ambienti privi di rischio possono sviluppare maggiore dipendenza, ridotte capacità di problem solving, minore resilienza e autoefficacia, difficoltà nelle relazioni sociali e una più elevata vulnerabilità a disturbi d’ansia e depressione.
Garantire protezione, rimane un dovere genitoriale fondamentale; ciò che conta è l’equilibrio tra sostegno e autonomia. Proteggere non deve eliminare il rischio, ma aiutare a superarlo.
È fondamentale considerare che l’iperprotezione, non nasce da intenzioni malevole, ma da paure profonde, talvolta legate a vissuti irrisolti o alla pressione di modelli di “genitorialità perfetta”, è impossibile parlare di iperprotezione senza tenere in considerazione le emozioni genitoriali: ogni genitore potrebbe concedersi la possibilità di cercare uno spazio sicuro in cui elaborare le proprie emozioni.
Camilla Caranzetti
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